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Bevagna
sorge a m.225 di altezza su un lieve risalto della valle umbra. La città
conta
2424
abitanti, mentre il territorio del Comune con le frazioni di Cantalupo,
Castelbuono, Gaglioli, Limigiano e Torre del Colle ha una superficie totale
di 56 Kmq per 4614 abitanti. La città è circondata da una fertile pianura
ricca di acque (latis Mevania pratis, canta Silio Italico) che è
coltivata a viti, grano, granoturco, barbabietole, girasole, pomodoro e
tabacco. Pregiati sin dall'antichità erano i buoi cantati da Virgilio,
Giovenale, Properzio, Stazio, Silio Italico, Claudiano e celebrati da
Culumella (armentis sublimibus insignis Mevania est). Nella collina
assai diffusa è la cultura degli olivi. Noti erano anche i vini delle vigne
che si estendevano
sulle
sue colline e che oggi sono tornati in grande auge specie dopo che il "Rosso
di Montefalco" prodotto in tutta la zona è stato dichiarato DOC. Vino
caratteristico di Montefalco e dell'area circostante è il Sagrantino
riconosciuto "di origine controllata e garantita". Il corso d'acqua
principale è il Topino
(l'antico Timia), che un tempo lambiva la città ma fu deviato nella pianura
nel 1600, ora divide il territorio bevanate da quello di Spello. L'abitato è
invece bagnato dal Clitunno che presso la città si riunisce al Teverone
prendendo il nome di Timia e corre fino a Cannara, dove si getta nel Topino.
Il comune è retto dal Sindaco assistito dalla Giunta composta da quattro
assessori effettivi e due supplenti: il Consiglio Comunale è costituito da
venti consiglieri. La città ha una parrocchia (San Michele Arcangelo) oltre
a quelle delle varie frazioni, soggette alla archidiocesi di Spoleto. Dei
molti conventi e monasteri che vi esistevano rimangono il Convento già dei
Minori dell'Annunziata, ora delle Suore missionarie di Gesù Bambino, un
Monastero di Benedettine (S. Maria del Monte) e uno di Agostiniane (S.
Margherita). |