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Anno VII° numero 239 25 luglio 2008 |
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Il Rivellino si è rifatto il look Ricavate una cavea e piccole gradinate [Il torrione difensivo fu commissionato nel 1477 da Federico da Montefeltro a Francesco di Giorgio Martini] Gui. Gio. Nuova look per il Rivellino. Sarà inaugurato giovedì 31 luglio alle ore 18.00 alla presenza della soprintendenza per i beni architettonici dell'Umbria. Si tratta di un imponente torrione difensivo dalla forma a prua di nave, dai paesani chiamato "Trione", eretto, nel XV secolo, per resistere alle nuove armi da fuoco: le bombarde. Infatti, proprio a tale scopo, presenta superfici sfuggenti atte a resistere ai colpi da fuoco nemici. Si trova nella parte sud del castello di Costacciaro e fu il celebre duca di Urbino, Federico da Montefeltro, signore di Costacciaro, a far erigere la fortezza, affidandone la progettazione al grande architetto militare Francesco di Giorgio Martini da Siena, nell'anno 1477. Allo stesso Martini si devono il torrione di Cagli, le rocche di Mondavio, San Leo, Sassocorvaro ed altre importanti opere architettoniche. Recenti restauri, hanno rimesso in luce taluni contrafforti di pietra calcarea sovrapposta a malta, con archi verso l'esterno, a formare una successione di nicchie semicircolari, interpretate come altrettante postazioni per archibugieri. Oggi é stato oggetto di recupero. Svuotato al suo interno, ne è stata ricavata una cavea e una serie di piccole gradinate che lo caratterizzano come un piccolo teatro. Altro elemento da non tralasciare è 1'ubicazione: da qui si gode una bellissima veduta panoramica sulla valle del fiume Chiascio. |
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Acqua salata: "Aumenti spropositati" La testimonianza e lo sfogo di un cittadino "storico": Angelo Crivelli di Gianluca Marchese "Le nostre bollette subiscono ritocchi annui ben oltre i rincari medi. Ma la Scirca appartiene agli Uomini Originari..." Il capitolo servizio idrico continua a far discutere. Dopo la pubblicazione delle ultime novità ratificate dall'Ato 1, con le bollette dell'acqua che nel 2008 aumenteranno per i piccoli comuni della Fascia di circa il 15%, ci scrive un nostro lettore costacciarolo proveniente da una delle famiglie storiche del paese: il ragioniere Angelo Crivelli. "Questi aumenti sono indegni ‑ spiega ‑ e non è possibile sopportarli". Il perché è resto detto: "L'acqua la prendono alla nostra montagna e poi ci servono tanti comuni, ma noi non possiamo pagare come una città del livello di Perugia. Da evidenziare, inoltre, che lungo la Fascia appenninica ci sono diverse sorgenti, tra le quali quella della Scirca ricade nella proprietà degli Uomini originari di Costacciaro". Insomma, sembra una situazione paradossale, soprattutto considerando l'aumento medio delle tariffe di Umbra Acque che "Tutto Flaminia" ha pubblicato il mese scorso. Il dato ci porta a un +25,5% in cinque anni, cioè da quando è Umbra Acque a gestire il servizio. "Ma ‑ puntualizza Crivelli ‑ per il comune di Costacciaro gli aumenti sono stati spropositati, ben oltre quella percentuale Da questa premessa partono gli esempi: Le quote subiscono continui ritocchi annui che dal 2004 al 2007 sono quantificabili dal 30 a oltre il 50% a seconda dei servizi e dei consumi. Per non parlare della quota fissa. Nel 2004 pagavamo 10 euro, oggi siamo arrivati a 30; basta un semplice calcolo: l'aumento è del 200%". Eppure, secondo quanto afferma il ragioniere costacciarolo, "nel contratto di servizio Umbra Acque, Comune di Costacciaro e Ato 1 avevano concordato che annualmente le tariffe sarebbero state adeguate al valore della moneta mediante applicazione del tasso d'inflazione reale registrato al 31 dicembre". Cosa che infatti succede. Solo che poi viene regolarmente aggiunto un ulteriore 4/5% (per Costacciaro, Sigillo e Fossato di più, visto che dovranno raggiungere lo stesso livello tariffario di Perugia e gli altri comuni dell'ambito territoriale entro il 2012). "Al prossimo aumento ‑ conclude Crivelli ‑ scrivo al prefetto. E poi non devono dimenticare che l'accordo tra Università degli Uomini originari e gestori dell'acquedotto è di 99 anni e la scadenza non è poi così lontana, una decina di anni... Noi, come contribuenti, dovremmo sapere che fine fanno i soldi dei continui rincari". |