Scoperti identitÓ e autore di un busto marmoreo

Costacciaro - (Eu. Pu.) In una cappella del cimitero civico di Costacciaro, che reca la data del 1892, si conserva un artistico busto marmoreo. Rappresenta, con tutta probabilitÓ, frate Vincenzo Filippini da Costacciaro, frate francescano cappuccino che, secondo quanto tramandato dal suo discendente di Costa San Savino, Franco Filippini, avrebbe risieduto nel convento della Madonna del Divino Amore di Gualdo Tadino e sarebbe stato anche missionario in Africa. In effetti, consultando il volume "Gualdesi e gualdesitÓ" di Daniele Amoni (CittÓ di Castello 1996), si pu˛ leggere come fra Vincenzo Filippini da Costacciaro ricoprisse la carica di padre guardiano del convento del Divino Amore di Gualdo Tadino nel 1892, sostituendo Nazzareno Gradoli da Civitella dei Pazzi. Fu, a sua volta, rimpiazzato, nel 1893, da Filippo da Portaria (Terni). Secondo Enzo Storelli, rigoroso storico dell'arte di Gualdo Tadino, l'artefice del busto marmoreo del cappuccino della famiglia Filippini sarebbe stato il pittore, scultore e ceramista eugubino Antonio Passalboni (Umbertide 1844 ‑ Gubbio 1894), di cui la scultura deve essere considerata opera inedita. Per approfondire la conoscenza dell'artista eugubino si rimanda alla monografia dal titolo "La ceramica a lustro nell'Ottocento a Gubbio", a cura di F. Cece e E. A. Sannipoli, catalogo della mostra, Gubbio, Palazzo Ducale, 19 settembre ‑ 7 novembre 1998.