mercoledì 6 settembre 2006

I lavori di allargamento della cavità rinvenuta negli anni Novanta hanno riservato grandi sorprese

Il monte Cucco è un tesoro da scoprire: ecco la nuova grotta

Si apre a circa 1.300 metri, in una strategica posizione tettonica, prossima ad una faglia e al contatto tra due formazioni geologiche, il misterioso ingresso di "Buca Futura", lungo uno fra i più ripidi versanti del monte Cucco. Scoperta dal professore Euro Puletti nei primi anni Novanta, la cavità è stata recentemente fatta oggetto di sei incisive sedute di scavo seguendo, a ritroso, lo spirare di una fredda corrente d'aria in uscita. Quella "frizzante arietta" interna era proprio invitante, oltreché "refrigerante", visto che la sua temperatura di circa sette gradi, e contrastava talmente con quella della calda atmosfera esterna da far pensare che provenisse realmente da un discreto ambiente ipogeo. Durante i lavori di allargamento del condotto ipogeo, nei riempimenti sono state rinvenute moltissime ammoniti. Lo scorso 27 luglio, accanto agli speleologi citati, sono intervenuti, per un ulteriore tentativo di disostruzione, anche elementi di punta del gruppo d'esplorazione e ricerca del Cens. L'unione delle forze è presto risultata decisiva per il raggiungimento del risultato prefisso: la penetrazione nella grotta. La nuova cavità carsica mostra una bocca d'ingresso davvero considerevole, orientata da sud‑ovest a nord‑est, che s'insinua all'interno della montagna, quasi in linea retta, per soli tre metri, per poi svoltare d'improvviso, in forma di breve cunicolo, a nord‑est. Il cunicolo, d'un paio di metri di lunghezza, dà immediato accesso ad una bella sala, prontamente battezzata col nome di sala Chiara, che si approfondisce verso il basso con due pozzetti, l'uno occluso e l'altro di dimensioni attualmente troppo esigue per essere percorso ed esplorato. La sala, contenente interessantissimi resti di ossa d'animali, come caprioli e tassi, ha restituito anche uno strano ed indecifrabile arnese in ferro sagomato, che verrà presto portato in visione ad esperti della Soprintendenza archeologica per l'Umbria. II vuoto ipogeo prosegue, però, essenzialmente verso l'alto, parzialmente riempito da una cospicua colata di fango, restringendosi in forma di bassa galleria, qua e là alternata a graziose salette per circa cinquanta metri. Domenica 30 luglio sono proseguite le prospezioni interne. In questa prima fase di esplorazioni, la cavità rilevata è risultata misurare, complessivamente, intorno ai 15 metri di altezza, per uno sviluppo spaziale, stimato nell'ordine degli oltre 100 metri, Mai, prima d'ora, in quest'area speleologicamente defilata, e, diciamo così, "vergine", del Cucco, era stata rinvenuta una grotta di tale ampiezza e complessità. Il prossimo obiettivo dell'indagine speleologica riguarderà l'ampliamento di una condotta, ultimamente scoperta da Vittorio Carini, e percorsa da una sensibile corrente d’aria.