mercoledì 20 giugno 2007

L'assessore Mascio promette soluzioni e convoca un incontro

Viabilità, sviluppo e tanti problemi

Costacciaro - Flaminia e Parco del Monte Cucco. Viabilità e sviluppo. Gli ormai annosi problemi dei comuni lungo la Fascia appenninica da Scheggia a Fossato di Vico. E oltre, fino a Gualdo Tadino e Nocera Umbra. E la promessa dell'assessore regionale ai trasporti: "Ho recepito il tutto, me ne faccio carico, vi dò il mio impegno e convocherò entro breve un incontro con tutti voi in Regione. Intorno al tavolo di lavoro non ci sarò solo io, ma tutti i delegati preposti a risolvere la vostre problematiche". È il sunto di un appassionato convegno‑dibattito svoltosi a Costa San Savino di Costacciaro e organizzato dagli esponenti dei Comunisti Italiani della Fascia appenninica. L'assessore regionale intervenuto è Giuseppe Mascio, anche lui esponente Pdci. E poi tutti gli altri: dai segretari della sezione scheggina Torcolini a quello della Fascia Giampiero Fugnanesi, dai sindaci dei comuni interessati (il gualdese Angelo Scassellati compreso) al vicepresidente del Parco Flavio Cenci. Giunto anche un comunicato del sindaco di Nocera Umbra Donatello Tinti, non presente per impegni di lavoro, dove si esprime preoccupazione per l'immediato futuro. La stessa emersa dagli interventi di sindaci ed esponenti Pdci: "La Flaminia, così, è al collasso, il traffico, soprattutto pesante è esagerato per le condizioni in cui versa e crea disagi enormi. Non basta fare una passata di catrame". Da qui l'impegno di Mascio di occuparsene, ma anche un ammissione dovuta a varie contingenze (non ultima il contenzioso della Perugia-Ancona nel tratto di Valfabbrica): "I tempi si allungano sia per le strade che per le ferrovie. Vi do una data di fine lavori: 2012/2013". Specie per il raddoppio della Orte-Falconara sarebbe già qualcosa. Riguardo al Parco del Monte Cucco, espressi ancora malcontenti. In particolare, definiti assurdi bilanci di 85/90mila euro, "bastano a malapena per la gestione, altro che sviluppo". Alla luce di tutto ciò lo stesso Mascio ha definito questa particolare situazione "di emarginazione" nella realtà dell'Umbria.

Gianluca Marchese