Storia locale con la testimonianza orale del maestro Ruggero Lupini

Uno fra i centri più civili d'Europa

 

 

Costacciaro - (e. p.) Ecco qualche cenno storico su Costacciaro che pubblichiamo grazie alla memoria del maestro Ruggero Lupini e che ci fa concludere che il nostro è un luogo dalle caratteristiche uniche. A Costacciaro capoluogo abitano 596 persone e il nostro centro appenninico non ha mai conosciuto il fenomeno dell'immigrazione, se non, lievemente, negli ultimissimi anni. Da esso sono, pero, partiti circa 400 emigranti per l'America. Dal 1861 a12005, nel capoluogo di Comune si è registrato un solo omicidio. Nel 1871 sono nati 82 bambini, di cui 19 illegittimi, mentre, nel 1881, ne sono nati 74, 22 dei quali naturali, ma tutti allevati in casa come figli, nessuno portato alla ruota del Convento. Costacciaro, che non ha mai avuto un presidio di Carabinieri, ha visto nascere, in opposizione al nazifascismo, uno fra i primi Comitati Clandestini di Liberazione Nazionale, un movimento di partigiani e 13 volontari alla Linea Gotica. Il paese fu considerato dalla Repubblica di Salò e presidiato da un reparto di repubblichini. Subì 9 fucilazioni, ma, dopo la Liberazione, nessuno degli aguzzini e dei carnefici fu perseguitato. Nemmeno un ceffone fu dato agli squadristi che avevano maltrattato e purgato! Altra prova di civiltà che questa nostra civilissima comunità di Costacciaro ha dato al mondo é costituita dal numero delle cause in pretura o tribunale. Dal 1861, i cittadini di Costacciaro non hanno avviato nessuna causa civile, nonostante l'estrema povertà della gente. Nel 1930, la resa agraria era dal 4 al 7 % mentre nella pianura del Tevere era al 18% e, nella Val Padana, oltre il 30%. Esisteva, però, il sovrano disprezzo delle ricche famiglie padronali (i cosiddetti "agrari") verso i coloni mezzadri, con una netta divisione di amicizie e matrimoni, di stampo fortemente classista. Altro "documento di civiltà" é costituito dal fatto che, dal 1861, nessun furto di animali domestici é stato registrato a Costacciaro, nonostante il fatto che i buoi e le pecore fossero lasciati incustoditi tutta l’estate sui pascoli del Monte Cucco.