Raso al suolo dai tedeschi in ritirata, fu ricostruito dagli inglesi

Quando saltò in aria il Ponte del Fosso

 

 

Costacciaro - Quando i tedeschi, incalzati dalle truppe alleate, si ritiravano lo spettacolo non era dei più edificanti. Tutti i ponti della via Flaminia, che i tedeschi si erano lasciati alle spalle, erano stati da essi minati, e, via via, fatti saltare. Fu minato anche il "Ponte del Fosso" di Villa Col de' Canali, e, a vigilare sul buon esito dell'operazione, erano stati messi di guardia due soldati, comandati da un sottufficiale, che pare rispondesse al nome di "Unteroffizier" Friedman. Giunto l'ordine di distruggere il ponte di Villa, alcune mine restarono, però, inesplose. Visto quest'insuccesso, il sottufficiale, evidentemente esperto in materia, decise di far rifare le buche per collocarvi altre mine. Nel frattempo, gli abitanti del paese fuggirono in massa verso la località rurale "Forni Bocca". I soldati germanici ci intimarono di andare a chiamare i fuggivi, e di farli immediatamente ritornare sul ponte, per procedere risolutamente a nuovi scavi. Non fu difficile convincere i compaesani a tornare al forzato lavoro, in quanto essi capirono al volo che il sottrarsi a tale obbligo avrebbe potuto anche significare la distruzione del paese. I tedeschi non scherzavano! Furono circa in dieci i villanti che si misero al lavoro, concludendolo nel giro di poche ore. Le mine furono ricollocate all'interno delle buche. In quello stesso pomeriggio, i tedeschi fecero saltare il vecchio ponte a due archi sovrapposti, dirigendo l'operazione da distanza di sicurezza (circa 300 metri). Con un gran boato sordo, brillarono tutte le mine, e il ponte venne giù come un castello di carte, rompendo i vetri delle abitazioni, ed i suoi detriti formarono una diga artificiale, che, dopo alcuni giorni di intense piogge, si trasformò in un lago. Il ponte fu rapidamente ricostruito dagli Alleati, in collaborazione con maestranze locali.

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