Prosegue il dibattito sulla gestione della specie nell'area del parco del monte Cucco

Lupi e allevatori, convivenza difficile

 

 

Costacciaro - E' in atto nel territorio del, parco del Monte Cucco una campagna "diffamatoria" nei confronti del lupo, a causa delle morti di pecore, cavalli del Catria e mucche di razza chianina che sono state imputate a questo canide. Le associazioni degli allevatori hanno proposto modifiche alla legge regionale 23/96 inserendo un articolo in cui si stabilisca che il lupo venga controllato da parte delle guardie venatorie e, qualora se ne ravveda la necessità, catturato fino ad arrivare alla soppressione nel caso ci siano rischi per l'incolumità delle persone e degli stessi allevatori. Se è giusta e doverosa la tutela degli allevatori, anche con lo stanziamento di fondi adeguati per i rimborsi da elargire in maniera equa e in tempi brevi, non va però dimenticato che quest'animale per anni è stato sul punto di estinguersi e, se questo non è accaduto, è stato grazie al prodigarsi d'alcune associazioni ambientaliste. Nei luoghi di ritrovo si sente qualche allevatore, o presunto tale, che si vanta del fatto di sapere dove si trovano carcasse di lupo abbattuto da bracconieri, ma la montagna deve essere un bene fruibile da tutti. La popolazione di lupi in Italia ha raggiunto il numero di circa 500 esemplari, ma resta una specie altamente minacciata, anche se è oggetto di particolari protezioni. Dagli studi compiuti sul lupo, si è visto che comprende nella sua dieta una buona quantità di cinghiali, caprioli e daini. I bovini e specialmente gli ovini sono una parte importante delle sue prede, quando non c'è altro. Questo non vuol dire che le pecore siano salve; in particolare però il cinghiale si è dimostrato una delle prede preferite ed è proprio in seguito all'introduzione da parte delle associazioni venatorie di cinghiali di ceppi orientali, più prolifici e frugali, che l'espansione del lupo è continuata verso il nord nonostante le uccisioni dei lupi siano continuate da parte di cacciatori e allevatori. Il difficile, sembra, è riuscire a far convivere questo raffinato super‑predatore con le attività umane, che sempre più hanno modificato l'ambiente. C'è necessità di una corretta "gestione" del lupo come specie importantissima nell'ecosistema, che rispecchi al meglio le strategie conservazionistiche. Sarebbe auspicabile maggiore attenzione delle amministrazioni e delle istituzioni scientifiche verso questi aspetti garantendo un monitoraggio e un controllo periodico e qualificato delle popolazioni di lupo, perlomeno all'interno dei parchi. Va infine sollevato il problema della presenza di cani selvatici, responsabili di un'alta percentuale degli attacchi al bestiame domestico.

Marcello Bianchini