Venerdì 17 maggio 2013

Costacciaro Il cunicolo portato ad aprile è la più grande cavità carsica trovata finora

Dal monte Cucco spunta la "Grotta che non c'è"

Costacciaro - “La Grotta che non c’è”. Nuova sensazionale scoperta speleologica al Cucco. Il ritrovamento risale ad aprile, ma a maggio si è andati ancora più in profondità. E’ stata chiamata “La Grotta che non c’è” quella che, al piede del versante occidentale del monte Cucco, è stata scoperta e parzialmente esplorata dai membri del Gruppo Speleologico di Gaualdo Tadino. L’autore della scoperta e prima esplorazione è stato, in realtà Fabio Donnini, un giovane che, sospinto da una passione e un fiuto davvero eccezionale, ha già cercato e trovato numerose nuove grotte sia sulla montagna gualdese sia al Cucco. In questo mese di maggio, poi, nuove incursioni esplorative, guidate dall’espertissimo Vittorio Carini e condotte da speleologi di differenti parti dell’Umbria hanno portato “La Grotta che non c’è” a essere la maggiore cavità carsica sinora trovata, attorno ai 1.000 metri di quota, nel fianco ovest della cosiddetta “montagna vana”. Quest’ultima grotta del Cucco si presenta, così, con un ingresso che è difficile anche soltanto notare, tanto è ristretto e naturalmente mimetizzato fra la vegetazione, ma appena entrati ci si trova subito in begli ambienti sotterranei, bianchissimi e ben concrezionati. Un altro passaggio, stretto tra tetto e letto della condotta, dalla ricchissima e singolare fauna ipogea: anfibi geotritoni, ragni Meta Menardi, insetti tricotteri e dolichopoda. Al margine di tale “stanza” si apre, quindi, un pozzo che, denominato “Franca” e articolato in più parti, scende, sinora, fino a quaranta metri circa di profondità e che occorre liberare dalle pietre, che ne ostruiscono il fondo (“La Selva oscura”), se si vuole sperare di procedere oltre. La “Diritta via”, comunque, potrebbe trovarsi un po’ più alto, vale a dire proprio al di là del cunicolo per il quale si accede all’ultimo pozzo.

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