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venerdì 28 luglio 2006 |
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Costacciaro |
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La grotta di Sant'Agnese, storia di una maledizione La maledizione, lanciata dall'eremita Agnese di Costacciaro in piena età medievale e tramandata oralmente di secolo in secolo, è stata recuperata da Euro Puletti assessore alla Cultura del Comune di Costacciaro, storico e naturalista, registrandola dalla viva voce di Velia Braccini, una signora ospite dell'Astenotrofio Mosca di Gubbio. E' solo un brano della leggenda di questa eremita martirizzata dal padre padrone che, scopertala in preghiera nella grotta del Monte Cucco che da lei oggi prende il nome, la legò al proprio cavallo con una corda prendendola per la lunga treccia bionda e trascinandola per le rupi. Prima di morire la giovinetta avrebbe lanciato la maledizione contro il pastore che rivelò al padre il suo nascondiglio facendolo trasformare in un massiccio roccioso. Questa leggenda è solo una di quelle documentate nel territorio ed è al centro di un progetto del comune finalizzato a salvarle dalla dimenticanza. Pubblicata da Euro Puletti, verrà rappresentata dai bambini che frequentano i centri estivi sabato 12 alle 18,30 alla sala San Marco e domenica 13 agosto proprio nella grotta che si affaccia sul versante ovest del Monte Cucco. La grotta, il cui percorso per arrivarci si snoda lungo un'ombrosa faggeta che non manca di regalare in primavera eccezionali fioriture di mughetto, non è nuova agli studenti, qui infatti il Cens, il centro escursionistico di Costacciaro, da tempo fa attività mostrando ai bambini come viveva l'uomo primitivo di certo non sconosciuto da queste parti. |
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